CENTER MANAGER CONFERENCE
DE BRINK (B) 12-16 OTTOBRE 2005



Ogni due anni i direttori dei Centri Scout Europei si incontrano per condividere esperienze e sfide. L’incontro è organizzato dalle regioni Europee di WOSM (World Organization of the Scout Movement) e WAGGGS (World Association of Girl Guides and Girls Scout).

Iniziata come al solito con My center My country la 9ª conferenza europea dei direttori dei centri scout (CMC) si è tenuta quest’anno nel centro scout belga di De Brink, una trentina di chilometri ad est di Anversa vicino alla cittadina di Herentals.
My center My country è la vetrina dove ogni Centro scout presenta se stesso e la nazione di appartenenza: pubblicazioni, gadget, gallerie di foto e filmati e non ultimo le specialità culinarie del paese.
Il titolo di quest’anno era “Challenge Makes Change” la sfida genera cambiamento.
Giovedì 13 ottobre 2005.
La mattina, dopo la foto ufficiale in uniforme, è stata dedicata alla condivisione dei “compiti a casa”. Ad ogni partecipante era stato chiesto quali sono state le più importanti sfide che il suo centro scout ha affrontato negli ultimi due anni e come sono state affrontate. Tre le categorie di priorità emerse nelle sfide che ogni centro affronta: le persone, gli edifici, i finanziamenti. Su questi tre argomenti si è imperniata la condivisione nei lavori di gruppo informali creati allo scopo.
Per quanto riguarda le persone, si è notato come sia differente l’approccio e la motivazione dei volontari rispetto al personale dipendente, ma come dice Manfred Stecker del Castello di Rienek (Germania) “se sei pagato sei un lavoratore, se fai il lavoro gratis un volontario, se paghi per lavorare sei uno scout”.
Il finanziamento è un problema comune a tutti, e lavorare per progetti aiuta a risolvere i problemi finanziari. Molti centri si finanziano grazie ad attività non scout come per esempio l’educazione ambientale con le scuole.
Altro aspetto poi quello dell’etica, che ha un costo, anche rilevante, ma per gli scout è irrinunciabile. Regole diverse imposte dalle leggi nazionali e richieste degli ospiti sono un’altra sfida per la gestione delle strutture.
Il pomeriggio è stato dedicato agli workshop, alcuni partecipanti hanno animato una serie di laboratori, una dozzina in tutto, coinvolgendo tutti gli altri.
Ingeborg van Dijk, olandese, ha animato City of Axis, una città divisa in sei quartieri: dare, tenere, accettare, resistere, attaccare, lasciare. Un’analisi sui modi della comunicazione, ampiamente applicato nei campi di formazione capi in Olanda e nella stessa scuola olandese, che ha fatto capire come il riuscire a cambiare in maniera dinamica l’approccio comunicativo può far superare le incomprensioni.
Altro workshop è stato dedicato a programma Scout of the world lanciato dal Bureau Mondiale per rispondere alla dichiarazione ONU del millennio per la lotta contro povertà estrema, pace disarmo e sicurezza, sfida ambientale. Questo programma sembra stentare a partire, almeno in Europa. Ci si è interrogati sul fatto che è per lo meno strano che se ne parli alla conferenza dei centri scout che dovrebbero essere strumenti per la realizzazione del programma, ma non sia ancora parte dei programmi delle associazioni.
Altri laboratori erano dedicati, a come coinvolgere ed incrementare il numero di volontari nei centri scout, a come organizzare un efficiente sistema di raccolta fondi, allo sviluppo sostenibile, allo sviluppo di comunicazione e analisi di mercato e qui si è partiti da una frase di John Lennon “La vita è quello che ti capita mentre sei intento a fare altro”.
Venerdì 14 ottobre
Heater Roy e Mark Knippenberg, rispettivamente degli uffici europei di WAGGGS e WOSM hanno presentato il lavoro in comune che stanno facendo. Le sfide che lo scoutismo ed il guidismo devono affrontare oggi in Europa.
In Europa la maggior parte della associazioni fanno parte contemporaneamente sia di WAGGGS che di WOSM per gli uffici europei è quindi una necessità lavorare congiuntamente. Nel 2005 si sono svolte in Giordania (WAGGGS) e in Tunisia (WOSM) le rispettive conferenze mondiali, per la prima volta nella regione araba. WAGGGS ha messo a punto un nuovo piano strategico basato su:
- crescita del movimento
- leadership, far crescere la capacità di protagonismo delle ragazze
- advocacy, parlare a nome delle ragazze per rivendicare diritti spesso negati nel campo della salute, dell’educazione, e per la lotta contro il traffico di persone.
Per WOSM gran parte degli sforzi è ora rivolto
alla preparazione del centenario dello scautismo che prevede tre priorità.
- Il Jamboree dal 27 luglio al 4 agosto 2007 in Inghilterra.
- Gift for peace, una serie di iniziative concrete a favore della pace sviluppate dalle associazioni nazionali, dei gruppi o dai singoli scout, ed anche, volendo, dai centri scout.
- Scouting sunrise: all’alba del 1° agosto 2007 in ogni parte del mondo a partire dal Pacifico e man mano il sole sorgerà su ogni fuso orario, tutti gli scout rinnoveranno la loro promessa, metteranno in comune i loro “doni di pace” e festeggeranno il 100° compleanno dello scoutismo. Un giornata di festa in tutto il mondo per tutti gli scout.
Dopo la presentazione di WAGGGS e WOSM i partecipanti si sono trasferiti a Brussel per l’ormai tipica gita di istruzione. Breve visita al Parlamento Europeo, poi ospiti della sede degli scout cattolici francofoni del Belgio per l’incontro con Brenda O’Brien della agenzia europea di salute e sicurezza, che ha presentato il lavoro dell’agenzia e stimolato su come migliorare la sicurezza nei centri scout e nelle attività scout. Visita alla birreria Chatillon di Brussels e poi trasferimento al centro di De Kluis, nei pressi di Lovanio, per la cena e la visita allo stesso centro scout, tra i più grandi del Belgio. Ritorno a De Brink nella notte.
Sabato 15 ottobre
Cornerstones Le sessioni principali. Cinque sessioni in contemporanea ripetute due volte in modo che ogni partecipante potesse seguirne almeno due.
Gli eventi del 2007
Niky Gooderson del World Scout Bureau ha presentato gli eventi previsti per il 2007, l’anno del centenario, e discusso con i partecipanti su come i centri scout europei possono collaborare con gli eventi del centenario, organizzando per esempio la celebrazione locale del rinnovo della promessa il primo agosto 2007, oppure ospitando prima e dopo il Jam i gruppi extraeuropei di passaggio, o partecipando e promuovendo “Gift for peace”. Come un centro scout può contribuire alla crescita di scoutismo a guidismo.
Sally O’Neal del WAGGGS e Nik Parker della scout Association inglese, hanno condotto questo Cornerstone, dove i partecipanti hanno cercato di condividere opportunità e sfide nei rapporti tra associazioni nazionali, centri scout e richieste di chi usufruisce dei servizi dei centri scout. Il centro scout si trova a dover coniugare le richieste dell’associazione che, pur nella sua indipendenza, spesso si trova a rappresentare, e le richieste di chi al centro scout chiede servizi, spazi e proposte di attività.
Nel suo Cornerstone Mark Knippenberg, responsabile della formazione degli adulti dell’ufficio Europeo WOSM, ha presentato come si può progettare un’efficace raccolta di fondi. Principi, strategie, fattori che possono distogliere dall’obbiettivo, approccio verso individui e aziende, portando come caso concreto quanto fatto a Kandersterg per la costruzione del secondo edificio. Altri Cornerstone erano dedicati, all’uso del tempo nella gestione di un centro scout, al lavoro con i volontari.
Nel pomeriggio la sessione aperta, lo speakers corner. Manfred Strecker (Rienek D) propone ai centri europei di mettersi in rete per l’ospitalità degli scout extraeuropei in occasione del Jamboree 2007. Ormai i contingenti nazionali sono in fase avanzata di preparazione dell’evento e chi è in cerca di ospitalità prima o dopo il Jamboree ha bisogno di risposte precise in tempi brevi.
ICD, ogni anno il centro di Naesby (DK) organizza l’international center day attività internazionali nel centro scout ed incontri e collegamenti via internet con altri centri in giro per il mondo.
La Goose network raggruppa in rete centri scout in tutta Europa che collaborano strettamente nel campo della educazione ambientale. I centri della goose network si scambiano idee per attività e propongono attività comuni. Nella settimana di Pasqua realizzano un campo per la formazione dei loro staff ed i responsabili si incontrano almeno una volta l’anno per coordinare le iniziative. Ogni due anni viene eletto un coordinatore che prende il nome di mama o papa goose. Nuova mama goose è Ingeborg Agtenberg van Dijk di Buitenzborg NL.
Gli scout danesi hanno presentato il programma di servizio civile e pene alternative al quale i loro centri scout collaborano. Sono state poi presentate due opportunità di lavoro da parte di WAGGGS che sta cercando i nuovi direttori per i centri mondiali di Adelboden (CH) e di Pax Lodge (UK).
Infine la sessione conclusiva con la condivisione delle sfide del futuro da parte di tutti i partecipanti. Breve passeggiata serale nei bosco circostante, con aperitivo sopra le cime degli alberi, dalla torre forestale di Herentals, quindi ritorno a De Brink e cena finale a base di specialità belghe e musica fiamminga.
La sensazione che ho avuto partecipando all’incontro di quest’anno è stata quella che in tutta Europa lo scoutismo viva problemi molto simili. Il punto di vista della CMC è comunque un punto di vista particolare, qui non si confrontano direttamente i responsabili della associazioni nazionali, ma persone operative ed a contatto ogni giorno con lo scoutismo vissuto dai ragazzi. Se fino a qualche anno fa la maggior preoccupazione era verso l’efficienza delle strutture, la raccolta di finanziamenti o comunque ad aspetti organizzativi o economici, quello che emerge ora è sempre più un’attenzione alla qualità della proposta educativa scout e alla salvaguardia della specificità dello scoutismo. La sfida di oggi è quella di rendere lo scoutismo avvincente anche per i ragazzi di oggi e far si che la sua azione educativa sia efficace anche per le nuove generazioni.
La partecipazione italiana è stata abbastanza scarsa, io per il settore specializzazioni dell’AGESCI e Elio Caruso per B.-P. Park. La sensibilità e l’apertura all’internazionale dello scoutismo italiano deve ancora crescere, ma questi incontri sarebbero molto utili per comprendere come in tutta Europa i problemi sono simili e che quello che si fa in Italia non ha da temere alcun confronto, anzi sicuramente in Italia ci sono esperienze significative e riproducibili anche in altri contesti. Una partecipazione coordinata e significativa anche dei centri e delle basi scout italiane potrebbe solo arricchire lo scoutismo continentale, far meglio apprezzare il nostro all’estero ed allo stesso tempo far crescere quello italiano. Ci sono due anni per prepararsi alla decima conferenza, proporre qualche workshop anche noi e magari anche per candidarsi ad ospitarla in Italia, cosa che gli altri stanno aspettando da tempo.
Guido Maccabiani