LETTERE
ALLA REDAZIONE


Caro Guido, ho letto il tuo articoletto sui C.E., molto bello devo dire. Nel nostro Gruppo siamo sempre alla ricerca di posti come tu descrivi ma spesso non è facile trovarli. Spesso anche perché chi ci ha preceduto ha lasciato una traccia così profonda da lasciarla indelebile nei ricordi dei Comuni che hanno così precluso ogni possibilità di campeggio ad altri. Credo che comunque l'Associazione dovrebbe provare a chiedere ai vari enti parco la possibilità di avere, per l'AGESCI, delle proroghe sulle leggi sul campeggio libero, che sono troppo restrittive per la nostra idea di vita all'aria aperta; magari impegnandosi a far rispettare regole ferree (oserei dire scout) con controlli e sopralluoghi presso i campi con le guardie forestali e, nel caso di infrazione da parte di un Gruppo, revocando il censimento dell'Unità per un anno e cose similari. Sarebbe un sogno poter fare un Campo Estivo nel cuore di un parco naturale, tra una natura davvero incontaminata e isolata ma temo rimarrà tale.
Buona Caccia
MUSTANG COMPIACIUTO
(Claudio Oliani)

Gussago, 10 Gennaio 2002
Lettera al Direttore di Scout Notizie
Brescia
Carissimo Direttore, proprio nell'ultima pagina di Scout Notizie 4/2001 ho letto qualcosa che mi ha profondamente addolorato.
L'articolo in questione, firmato da Enrico Giardini, ha come sottotitolo: "Lealtà o folclore? Più sotto riporta "Trasmettiamo valori che hanno a che fare con la lealtà non col folclore" e quindi, nell'articolo, riporta le parole di Francesco Dal Fior "...non vorrei che del nostro movimento...venisse recepito ciò che può apparire quasi folcloristico".
Da tutto ciò se ne deduce che s'intende il folclore come qualcosa di "sleale" o quantomeno mancante di valori.
E' veramente spiacevole un tale stravolgimento di significato. Se il discorso fosse stato fatto da persone superficiali, che nulla sanno di valori, la cosa poteva essere sopportata, ma non è ammissibile proprio da parte di coloro che di valori sono portatori ed educatori.
Ben sanno tutte le persone, che come me alla ricerca folcloristica hanno dedicato gran parte della propria vita, che il folclore è proprio l'espressione dei valori più profondi che si trovano nell'uomo.
Quando l'uomo, in qualsiasi tempo o latitudine, ha voluto o potuto esprimere i suoi desideri, le sue aspirazioni, le gioie, i dolori, la fede, l'autenticità, le tristezze e tutto ciò che di più intimo contiene l'animo umano, ha prodotto un'espressione folcloristica. Tanto è vero che la parola "folclore" ha origine dall'unione di due parole di antica origine sassone "folk" e "lore" che significano: il sapere del popolo, quindi la sua cultura e tutti i suoi valori. Solo per fare un esempio per tutti ricordiamo gli spiritual negri e capiamo che cosa s'intende per folclore.
Che poi opinionisti superficiali o "artisti" improvvisati abbiano fatto un pessimo uso di tale termine non vuol dire che proprio chi invece vuole e deve affrontare discorsi di ben altro spessore faccia passare tutto un patrimonio culturale di popoli, tutte le fedi più profonde alla stregua di un comportamento di cui vergognarsi.
Spero di essere riuscito a spiegare il mio rammarico ed a chiarire il concetto di folclore. In ogni caso sono a vostra disposizione per ogni ulteriore eventuale approfondimento.
Con simpatia, Mario Raggi

Caro Mario Raggi,
Ho apprezzato la tua lettera e ti ringrazio delle precisazioni. L'articolo a cui ti riferisci lo abbiamo riportato dall'"Arena" di Verona del 7 settembre scorso. Purtroppo spesso nel parlare comune il termine folcloristico è usato come dispregiativo. Come per esempio nell'articolo del Giornale di Brescia del 5/2/2002 a pagina 9 "Provocazione del "Comitato per il risanamento del Carmine" che pubblica i risultati di un'indagine privata "Ecco i numeri di telefono di 44 spacciatori." Il questore e il comandante dei Cc: iniziativa discutibile, inutile se non dannosa... Sparate folcloristiche - dice il questore - che non risolvono nulla".