Convegno

Piazzole ieri, oggi...
E domani?



Domenica 21 Marzo 2004 – Base scout di Piazzole


PROGRAMMA


IL SENSO DELLA VITA


PERCHE' QUESTO CONVEGNO?


I NUMERI DI PIAZZOLE


PER INFORMAZIONI


SUI GIORNALI


SCOUTNOTIZIE


FONDAZIONE


FOTOGRAFIE





Perché questo convegno?


A 35 anni circa dalla costituzione della Fondazione San Giorgio vogliamo riflettere sul nostro “darsi da fare” a Piazzole, in conseguenza specialmente ai mutamenti avvenuti nelle esigenze, nei bisogni, nelle aspettative dei fruitori del Fondo Piazzole.

I risultati di questo convegno potranno influenzare le riflessioni ed eventuali rettifiche sulle reali destinazioni d’uso del fondo e sulle modalità di gestione dello stesso che gli organi decisionali della Fondazione potranno poi assumere.

Qualcuno potrebbe obbiettare che tutto ciò è affare nostro interno. Oggi non più.

La complessità della vita, i rapporti allargati a vaste aree di interessi e nella convinzione che l’attività educativa non conosce ristrettezze e confini, ma che per crescere oggi dobbiamo saper imparare da tutti e da tutto ciò che ci circonda. Abbiamo perciò chiesto a chi ci sta vicino e ci conosce, di aiutarci in questa riflessione che non è semplice e non dà facilmente risultati definitivi.

Aggiungiamo anche che la Fondazione San Giorgio sta attuando una apertura, sempre a sfondo educativo, a ragazzi che non sperimentano il metodo Scout, come scuole o altre associazioni, per cui forse necessitano altre forme di esperienze.

Sulla scorta dell’esperienza quali educatori Scout, per quanto riguarda proprio gli Scout, dobbiamo tenere ben presenti alcuni assiomi di base alla nostra ricerca.

Tra questi in primo luogo:

  • Lo scautismo, in quanto “metodo attivo”, si realizza in attività concrete proposte ai ragazzi/e che vengono incoraggiati ad imparare con l’esperienza, la riuscita ed i suoi eventuali errori; il modo in cui si svolgono le attività e “dell’imparare facendo” , dando così primato all’esperienza.

  • La vita all’aperto è un abito irrinunciabile in cui si attua la formazione Scout; la vita all’aperto risponde al bisogno d’avventura, insegna la semplicità e l’essenzialità, sviluppa il senso di solidarietà e mette alla prova la disponibilità all’aiuto reciproco, è luogo di esperienze delle tecniche scout.

  • Sappiamo bene anche che quando si tratta di “educazione” l’ambiente ha la sua importanza perché oltretutto, con lo sviluppo dell’osservazione, si apprende da tutto ciò che ci circonda.

Ma oggi, con le nuove esigenze dei ragazzi che vivono nel mondo odierno, come il metodo educativo deve tenerne conto? Oggi chi frequenta Piazzole?

Ragazzi/e cresciuti all’interno di famiglie, alcune con tendenza a sperperare il denaro senza ritegno, ma tutte comunque inconsciamente dedite a rendere facile e piana la vita ai propri figli; ragazzi cresciuti in un mondo dove il malcostume e la tendenza a fuggire le responsabilità personali regnano pressoché incontrastati; ragazzi cresciuti in un mondo dove sono esentati dalle effettive responsabilità dovendo reprimere troppo spesso i propri naturali e spontanei interessi per adeguarsi ad un sistema che sa troppo poco di apertura e di educazione.

Ecco che così si fa strada inesorabilmente l’abitudine a considerare come giusta regola di comportamento l’adagio: “dare il minimo per ottenere il massimo” che è sinonimo di mentalità mediocre e che spiega l’innegabile scadere di impegno morale e sociale.

Ne risulta mancanza di responsabilità!

Lo stesso Baden-Powell a suo tempo, denunciò tale mancanza come una delle debolezze e uno degli aspetti negativi più gravi che travagliano la generazione adolescenziale, tanto da considerare l’azione preventiva a tale riguardo come il compito più importante di qualsiasi sforzo educativo.

Per questo B.-P. concepì lo scautismo precisamente come “scuola di responsabilità” con la funzione di sviluppare, nella personalità del ragazzo, questa fondamentale qualità del carattere.

L’educazione alla responsabilità, nel senso dell’acquisizione di una capacità di agire responsabilmente, trova nello scautismo la sua espressione nel motto: “siate preparati”

Serietà di impegno e notevole volontà capace di far guardare in avanti verso ideali più vivi e concreti… ma forse oggi è fuori luogo parlare di ideali!

Il senso della preparazione è ben presente in ogni momento dello scautismo, dalle prove tecniche della progressione personale ai programmi di attività, dalla buona azione quotidiana alle specialità e alle imprese di Squadriglia e viene ad assicurare poi nella vita un significato più vasto e profondo perché si tratta di voler essere preparati, come dice Baden-Powell nel suo ultimo messaggio, “a vivere felici e morire felici” nella coscienza di non avere sprecato il tempo che a ciascuno è affidato.

Su questo concetto del “siate preparati” è fondato l’aspetto del convegno di studio all’interno del nostro agire, come parte del più ampio aspetto civico della nostra formazione Scout.


“Fedeli ad un metodo originale

in un mondo che cambia.”


Qui a Piazzole la educazione degli Scout con le inerenti attività viene attuata dai rispettivi Capi Unità e la nostra è presenza con raro apporto diretto inerente solo a necessità di vita materiale; comunque noi adulti rappresentiamo testimonianza.

Per ottemperare a tutte le necessità pratiche di conduzione e cura della Base occorrono servizi organizzati e coordinati che vogliono impegni seri, duraturi, scelte mediate, coerenti: è un volontariato di adulti che incarna e testimonia il “servizio Scout”, qualificando la dedizione personale; tutto programmato e predisposto in ambito educativo.

Questo è veramente un servizio di dedizione ai ragazzi/e con una disponibilità che non conosce confini.

Il mio è un saluto di accoglienza a tutti voi con un forte augurio che possiate veramente capire, guardando con gli occhi dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e darci delle indicazioni che potranno essere di continuità o cambiamento a loro necessarie.

Buon lavoro